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Valle Scrivia le possibilità escursionistiche sono infinite, queste rapide righe ti valgano solo qualche piccolo suggerimento, a te il piacere prezioso delle scelte e dei progetti personali: ti tenteranno ad esempio l’ascesa alle rocche del Reopasso e alla Carrega del diavolo, a 957 metri d’altezza nel territorio di Crocefieschi (da cui parte una splendida ferrata intitolata a Deanna Orlandini); o una tappa della celeberrima Alta Via dei Monti Liguri dal valico di Crocetta d’Orero al passo dei Giovi; oppure ancora l’antica “via del sale” da Casella a Vobbia; e il sentiero botanico di Ciaè fra Serra Riccò e Sant’Olcese, con oltre 30 specie di flora locale segnalata, una quercia secolare, un ponte romano intatto e un rifugio con 7 posti letto… Se sei un patito delle due ruote puoi parimenti metterti alla prova su vie, strade, anelli, percorsi che – con livelli diversi di difficoltà – letteralmente incrociano ogni angolo della valle (bellissime ad esempio la Busalla-Crocefieschi-Vobbia e la Casella-Vobbia-Isola del Cantone). Molti itinerari sono percorribili anche a cavallo, lungo una sorta di ippovia unica che addirittura “collega” Toscana e Francia attraverso la Liguria, tu chiedi ai centri equestri, ai club ippici, agli agriturismi, che ti consiglieranno le tratte migliori. Se infine il tuo viaggio e la tua vacanza sono all’insegna della cultura – e tanti eventi sul territorio arricchiranno il tuo soggiorno - , sei nel luogo giusto, e perciò non perderti
a Montoggio la parrocchiale di San Giovanni Battista Decollato con notevolissime opere di Van Dyck, De Ferrari, Guidobono, Carlone e Fiasella, e il santuario di Tre Fontane con collezione di ex voto (da cui si diparte l’escursione verso il lago di Val Noci e i 1036 metri dei Monti Bano e Candelozzo)
a Valbrevenna il santuario di Nostra Signora dell’Acqua e, in frazione Senarega, la tappa forse più interessante del Museo Storico dell’Alta Valle Scrivia, dedicato alla cultura e agli usi contadini (utensili e attrezzi suddivisi tematicamente: artigianato, allevamento, pastorizia, agricoltura)
a Busalla la “secentesca” Villa Borzino (con parco, delizioso ninfeo, e caminetto) e Via Vittorio Veneto, l’animata strada dello shopping commerciale
a Savignone il cinquecentesco Palazzo marchionale dei Fieschi, oggi rinnovatissimo albergo di charme (edificio che nelle sue massicce linee difensive pur svela una grazia slanciata, intatta), e il Museo degli Alpini, con cimeli e testimonianze del corpo militare più amato dell’esercito italiano: foto, scritti, giubbe, distintivi, cartoline, equipaggiamenti…
presso Torriglia il borgo-presepe di Pentema, quieto dedalo di casine dove il tempo ogni volta pare fermarsi
a Isola del Cantone il festival del jazz, il castello di Montessoro, gli assaggi golosi dei “ritrovati” vino Timorasso (un bianco profumato) e formaggio montébore
a Vobbia, infine, lo stupefacente Castello della Pietra, un bastione di puddinga tra guglie, dal XI secolo a severa guardia della valle, oggi restaurato, perfetta location “cinematografica” cui si sale con uno spettacolare sentiero panoramico attrezzato (un’ora di cammino) da Vobbia lungo il torrente omonimo.
Rievocazioni, rassegne, processioni, expò e tornei celebrano tutto l’anno, nelle diverse località, il patrimonio complessivo della valle, le sue biodiversità,
le tradizioni, le memorie storiche,
l’artigianato, a comporre un corredo di
risorse e momenti che nell’entroterra ha
pochi eguali... |